Il deserto giordano può sembrare apparentemente un luogo privo di attrattive: l’ampio panorama infuocato si perde in lontananza tra le dune di sabbia e il viavai dei cammelli che si avventurano sotto qualche strato di roccia vulcanica dal colore nero pece. Eppure, la scoperta del cuore orientale del Paese merita una visita approfondita anche qualora si decida di trascorrere pochi giorni di viaggio sul territorio straniero.

L’intera regione è valorizzata dai resti di forti, castelli e palazzi che non hanno mai smesso di esercitare una forte carica emotiva sui turisti che decidono di organizzare un tour nel Deserto Orientale della Giordania. L’insieme degli avamposti – originariamente impiegati come padiglioni di caccia o punti di ristoro per le carovane di beduini – sono conosciuti in ogni parte del mondo sotto il nome di Castelli del Deserto.

Che si decida di approfondire la magnificenza del deserto tramite un tour privato organizzato – oppure che si scelga di andare all’avventura in totale autonomia – non fa alcuna differenza:Qasr al-Kharana, Qusayr Amra, Qasr Azraq, Qasr al-Hallabatrappresentano un’occasione del tutto inedita con cui fare esperienza di un mondo magico e senza tempo, ricco di fascino e di storia.

Qasr al-Kharana

High Contrast / CC BY 3.0 DE

Qasr al-Kharana si staglia silenzioso e possente nel cuore di una vasta pianura alberata, nei pressi del collegamento tra Azraq e Amman. La costruzione palaziale è tuttora circondata da una fortificazione che probabilmente affonda le sue origini nel periodo degli avamposti costruiti per le residenze estive di vari califfi omayyadi.

Qasr al-Kharana non è un punto di congiuntura tra rotte commerciali di particolare pregio: l’impiego che se ne fece nel corso dei secoli permise di creare un punto di approvvigionamento d’acqua, sebbene le iscrizioni rinvenute internamente lasciano supporre la presenza di due periodi storici ben distinti: la prima edificazione risale agli anni 661-684, e la seconda agli anni a cavallo dell’VIII secolo.

La particolarità del Castello del Deserto giordano risiede nella pianta quadrata che si affaccia su una corte interna, rivolta verso sud: quest’ultima vanta un susseguirsi di oltre 60 sale disposte a lisca di pesce e sormontate da due piani dotati di torri rotonde, impiegate probabilmente per una funzione difensiva. Una curiosità? Il visitatore non dovrebbe lasciarsi ingannare dall’apparente maestosità della struttura: i muri spessi ingannano lo sguardo poco attento; l’interno del Castello del Deserto è invece accogliente e molto raccolto.

Qusayr Amra

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Qusayr Amra è collocato in una posizione solo apparentemente fortuita: la località protetta dall’UNESCO è infatti connessa a una rigogliosa valle (wadi) scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume lungo il corso sabbioso. Eretto all’inizio del VIII secolo, l’edificio è opera del califfo omayyade al-Walid I; promotore di un’architettura islamica che si affaccia imponente e massiccia nel cuore della deserta duna sabbiosa, egli impiegò il palazzo come ritiro privato per sé e per la sua famiglia.

Il fiore all’occhiello di Amra risiede nelle pareti decorate da dipinti in grado di trasmettere al visitatore il passato storico di un caravanserraglio – ovvero di un punto di appoggio per i viaggiatori beduini – in cui prevalgono le scene di caccia, sapientemente alternate a volti femminili ed elementi naturali. Il pozzo ancora visitabile – profondo oltre 36 metri – è connesso al giorno d’oggi a un saqiyah originale, ovvero a un meccanismo artigianale azionato dalla forza motrice di un animale da soma allo scopo di convogliare l’acqua in un serbatoio.

Immancabile è la visita alla scoperta della sala delle udienze: il cuore pulsante del palazzo omayyade ospitava banchetti, balli, danze e feste in tipico stile orientale.

Qasr Al Azraq

High Contrast / CC BY 3.0 DE

Qasr Al Azraq è una commistione particolarmente rilevante fra la storia passata e quella moderna: la roccaforte fu infatti l’avamposto in cui Thomas Edward Lawrence e Sharif Hussein bin Ali si stanziarono nell’inverno del 1917-1918 durante il consumarsi della Rivolta Araba contro i turchi.

Il Castello del Deserto è costruito con blocchi di roccia baltica su tre piani; al giorno d’oggi è possibile ammirare il cortile interno della struttura da cui godere della vista di affreschi originali raffiguranti animali e piante locali. Sebbene il sito sia uno dei meno noti architettonicamente, è anche vero che la sua capacità di creare un ponte fra la storia giordana attraverso lo scorrere dei secoli lo rende particolarmente amato dalla popolazione.

Le iscrizioni greche e latine studiate dagli archeologi lasciano presupporre che il sito venne edificato a partire dal 300 d.C., in concomitanza con il dominio latino che diede un taglio particolarmente funzionale e militaresco allo stile arabeggiante proprio del gusto omayyade. I visitatori potranno ammirare nel dettaglio la cavità per l’approvvigionamento d’acqua a sinistra e le celle dei prigionieri che rimangono ancora intatte sulla destra, ai margini della struttura palaziale.

Qasr al-Hallabat

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Qasr al-Hallabat è una cittadina nel Governatorato di Zarqa (il cui capoluogo è l’omonima metropoli) collocato a nord-ovest della Giordania. I quattro villaggi moderni sono ad oggi contornati dal Castello del Deserto che richiama migliaia di visitatori ogni anno. Inizialmente fortezza romana costruita per volere dell’Imperatore Caracalla, il sito è diventato con il passare del tempo un punto di riferimento in virtù della sua forte influenza nabatea.

L’arrivo del califfo omayyade Hisham ibn ‘Abd al-Malik sancì un momento storico di forte rivoluzione per l’avamposto bizantino: il palazzo venne demolito e trasformato in una roccaforte di stampo militaresco collegata in maniera privilegiata con le città di Damasco e Petra. Lo slancio politico del sultano si trasformò in un piano di riqualificazione che portò anche all’annessione di una moschea – trovata a 15 metri a sud est della sede principale dell’edificio – connessa a un complesso sistema idrico costituito da cinque serbatoi d’acqua.

Il palazzo è costruito in basalto nero e presenta una ricca gamma di mosaici dettagliati e lavori di alta manodopera islamica in stucco lavorato.

Informazioni utili

Gli ingressi di tutti i castelli sono compresi nel Jordan Pass