Wadi Rum

Wadi Rum è una valle scavata nel corso dei millenni dallo scorrere di un fiume fra le lande sabbiose della Giordania meridionale. Il significato di Wadi Rum è letteralmente valle (Wadi) e alto, maestoso (Rum), ma il sito è noto anche per essere conosciuto dai locali con il nome di Valle della Luna, Wadi al-qamar.

Foto di Giordaniapertutti.it

Collocata a circa 60 chilometri a est di Aqaba, la destinazione è fra le più apprezzate dai turisti che vogliono vivere a 360 gradi la bellezza cangiante e fascinosa dei panorami mediorientali. I maestosi altopiani del luogo si mescolano sapientemente alla terra rossa – quasi bruciata dal Sole – che crea un microcosmo unico in cui le tribù arabe nomadi erano solite nel passato condurre a termine i propri viaggi pastorali.

Secondo quanto scritto nel Corano, le tribù beduine di AD e Thamud decisero di fermarsi stabilmente nel cuore della valle al fine di intrattenere un ricco traffico commerciale con gli arabi e le popolazioni confinanti provenienti dalle Cine. Il risultato fu un lento processo di commercializzazione e pellegrinaggio che rese il Wadi Rum uno dei centri economici e geopolitici di maggior spicco nel corso del II secolo a.C.

La conformazione territoriale del sito turistico è una delle più fragili e delicate di tutto il Paese: il monte Jebel Rum – con i suoi 1754 metri – e il Jebel Umm al-Dami al confine con l’Arabia Saudita – con i suoi 1830 metri di altitudine – sono i punti più alti da cui salire per ammirare la maestosità di tutto il territorio giordano. Proprio per questo motivo:

  • Nel 1998 la Royal Society for the Conservation of Nature (RSCN) ha dichiarato una parte di questo deserto area protetta.
  • Nel 2011 il sito è stato inserito tra i beni naturalistici protetti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Lo spot migliore da cui ammirare il fascino incommensurabile della Valle della Luna è il punto in cui si ergono i Sette Pilastri della Saggezza: la formazione rocciosa ha dell’incredibile. La parete rossa si slancia verso il cielo e si staglia dall’alto della sua grandezza visiva per decine e decine di metri. Il consiglio è quello di camminare attorno al cumulo roccioso senza avvicinarsi eccessivamente; passare dal Makharas Canyon permette di godere di una vista privilegiata sulle sette vette che danno il nome al sito turistico.

Foto di Giordaniapertutti.it

Tra le attrattive più apprezzate dai viaggiatori, è bene citare:

  • Il Ponte di pietra Burdha: la sua posizione rialzata consente di salire sul punto più elevato che sia accessibile ai visitatori (35 metri.) La salita è abbastanza difficoltosa e richiede una prestanza fisica bilanciata a una buona dimestichezza con la conformazione rocciosa. In ogni caso, essendo la parete in granito – e quindi molto ruvida – risulta molto difficile scivolare.
  • Canyon Al Khazali: il passaggio si incunea tra le rocce lisce di origine preistorica. Le pareti del canyon sono motivo di richiamo per milioni di appassionati di storia e di archeologia in quanto sono tappezzate da incisioni rupestri che attestano i primi segni di vita in un’area apparentemente inospitale per l’essere umano; i petroglifi raffigurano uomini e animali in scene di caccia e di vita associata.
  • Little Bridge: fra gli archi più apprezzati per godere del silenzio quasi innaturale del posto, non possiamo che ricordare la bellezza del Little Bridge. Una tappa facile da godere e sempre molto apprezzata dagli escursionisti che decidono di sedersi un po’ per ammirare il panorama, riposandosi.
  • Ponte di Um Fruth: lo spot turistico è perfetto per quanti abbiano scelto di non avventurarsi alla volta della scalata del Ponte di Burdha. L’altezza di appena 15 metri rende il sito un punto privilegiato da cui ammirare i colori infuocati del cielo che, soprattutto durante il tramonto, si sposano alla perfezione con la terra rossa e bruciata che circonda la vista da ogni lato.
  • Lawrence House: una costruzione di origine nabatea che ormai ha subito l’incessante scorrere del tempo. I pochi resti rimasti lasciano molto all’immaginazione: la leggenda narra che Lawrence visse qui durante la Rivolta Araba.

I mesi caldi dell’anno – da Giugno a Settembre – sono motivo di forte preoccupazione per i viaggiatori. Le temperature roventi arrivano a toccare picchi di 40 gradi percepiti dal corpo umano. In Gennaio, di contro, le giornate si avvicinano pericolosamente allo zero e continuano a scendere ulteriormente durante la notte. In linea generale, il periodo migliore in cui organizzare un’uscita di trekking nel Wadi Rum può essere tra Aprile e Maggio o tra Ottobre e Novembre. La zona è inoltre nota per le sue improvvise precipitazioni: controllare il meteo prima di affrontare l’escursione programmata è utile per non avere brutte sorprese una volta in loco.

Per gli appassionati di viaggi avventurosi e sempre originali, il Wadi Rum è la scelta ideale: visitare il sito da un punto di vista inedito è semplicissimo. I giri turistici in mongolfiera permettono di salire di quota, a circa 2000 metri di altezza, per ammirare dall’altro l’imponenza dell’area dichirata Patrimonio UNESCO dell’Umanità.

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Attività ed escurisioni