Madaba è meglio nota come la Città dei Mosaici; tappa imprescindibile durante un viaggio in Giordania, la sua popolarità si deve alla vicinanza con il Monte Nebo – luogo di culto della cristianità – e con la Capitale del Paese, Amman.

Collocata a sud-ovest, la piccola cittadina viene raggiunta percorrendo la strada dei Re, la cui storia millenaria affonda le sue radici nelle prime rotte commerciali che collegavano l’Iraq e l’Arabia Saudita al cuore pulsante della Giordania.

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Il paesaggio si tinge di colori neutri e ripetitivi man mano che si scende in direzione di Madaba a partire dalla Capitale: il bianco delle case si staglia lucente lungo i panorami lunari scarsamente abitati. La vita locale che viene vissuta in periferia ha un ritmo lento e cadenzato a differenza della frenesia metropolitana.

La Città dei Mosaici deve il suo nome all’opera d’arte bizantina che è stata rinvenuta durante la ricostruzione della Chiesa di San Giorgio, nel centro storico della destinazione turistica. La Mappa della Terra Santa copre il pavimento, tratteggiando di fronte agli occhi dei viaggiatori un itinerario dettagliato attraverso cui raggiungere Gerusalemme.

L’opera risale molto probabilmente al VI secolo ed è composta da un ricco susseguirsi di tessere, il cui numero totale supera i 3 milioni. Le didascalie in greco (circa 157) hanno lo scopo di descrivere brevemente i luoghi da attraversare per giungere alla Terra Promessa. L’edificio che ospita la Mappa venne consacrato nel 1896 da un gruppo di monaci ortodossi che decisero di omaggiare San Giorgio dei resti di un’antica chiesa bizantina al tempo inutilizzata. Oggi la location è una delle più importanti della Giordania anche in virtù delle colonne riccamente decorate, degli interni sontuosi e dei mosaici che l’hanno resa famosa in ogni parte del mondo.

Sono molti i tour turistici che vengono organizzati allo scopo di riscoprire le tracce di una cristianità che spesso viene ignorata dai viaggiatori e dai locali. Il Medio Oriente presenta una lunga fase di contaminazione latina e omayyade – protrattasi nel corso dei secoli – che non viene tenuta debitamente in considerazione: la Giordania custodisce delle gemme segrete tali da fare invidia alla tradizione culturale e religiosa che si attesta in Terra Santa.

Il Monte Nebo (altezza 817 metri) domina il panorama della Giordania occidentale; la vista dalla sua sommità è una finestra di osservazione privilegiata da cui godere del fascino indiscusso della Terra Santa. A nord, in aggiunta, si staglia anche il parziale accesso alla valle del Giordano, il fiume che bagna Israele, Cisgiordania, Siria e Libano e in cui – secondo l’Antico e il Nuovo Testamento – fu battezzato Gesù.

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Il Monte Nebo, secondo la tradizione scritta nelle pagine del Deuteronomio, è quello sul quale l’ebreo Mosè ricevette la visione divina della Terra Promessa – la regione di Canaan – che Dio aveva destinato al popolo israeliano. Dopo la sua morte, la Sacra Scrittura vuole che il profeta sia stato condotto da Dio stesso sulla sommità del Monte, dove tutt’ora sarebbe sepolto. La location è certamente la più venerata di tutta la Giordania: la sua profonda carica emotiva riesce a rompere la barriera religiosa che spesso viene vissuta dai viaggiatori in luoghi sacri lontani dalla propria fede. La storia e la vicenda del luogo, infatti, danno vita a un mix sapientemente bilanciato fra sacro e profano.

Sulla sommità è possibile accedere alla Basilica del Memoriale di Mosè, della cui realizzazione si sono occupati i Frati Francescani: sebbene non siano stati trovati resti del corpo, l’interno del sito è particolarmente interessante per i mosaici bizantini appartenuti alla chiesa costruita nel tardo IV secolo.

Informazioni utili Monte Nebo

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